About New Pesona
La prima cosa che ho notato è stato il silenzio, poco dopo le 6:30, mentre la New Pesona si staccava dal molo di Waisai senza il rombo del motore né grida. Solo il lieve sciabordio dell’acqua contro lo scafo e l’equipaggio che si muoveva con precisione, già al proprio posto. Al sorgere del sole eravamo tra i canali di Wayag, con le formazioni calcaree illuminate da una luce rosa. Niente cabine, niente orari rigidi: questa non è una crociera liveaboard, ma un’esperienza più diretta, pensata per muoversi veloci, fermarsi nei punti giusti e entrare in acqua prima degli altri.
Raja Ampat premia chi sa sfruttare al meglio il tempo e l’accesso a siti remoti, e la New Pesona lo fa alla perfezione. Mattinata dedicata allo snorkeling a Cape Kri, dove la densità di coralli è insuperata: ho contato sette specie di cavallucci nani su un’unica fune di discesa. Il basso pescaggio della barca ci ha permesso di infilarci in angoli stretti vicino ad Arborek, nuotando tra le radici dei mangrovieti per poi riemergere in una caletta con una sola homestay sulla spiaggia. A pranzo, l’equipaggio ha allestito un buffet su una spiaggia ombreggiata tra Gam e Waigeo: mahi-mahi alla griglia, insalata di papaya e tè alla curcuma ghiacciato, tutto su un lembo di sabbia senza nome.
Il pomeriggio ha cambiato ritmo. Due ore di navigazione per raggiungere Wayag, non solo per l’escursione al belvedere — anche se l’abbiamo fatta — ma per immergerci nel famigerato Blue Magic. La corrente era forte, ma l’equipaggio ha calcolato l’ingresso alla perfezione, lasciandoci planare lungo la parete mentre banchi di barracuda giravano intorno alla barriera. Quello che colpisce non è solo il sito, ma l’organizzazione: a ogni passeggero viene dato un cinturino con fischietto e segnale di superficie, e la guida non permette mai più di quattro persone in acqua contemporaneamente. Un livello di controllo raro sulle escursioni in speedboat, dove spesso si tagliano angoli.
Il rientro a Waisai è stato fluido, grazie allo scafo a V profondo che affrontava bene il moto ondoso del tardo pomeriggio. Il capitano ha mantenuto una velocità costante, mai affrettata, offrendo tovaglioli freddi e acqua filtrata mentre ripercorrevamo la giornata. Niente cabine, niente bagni condivisi: solo un ponte unico con panche imbottite, tenda parasole e attrezzatura riposta sotto. Tutto è chiaro fin dall’inizio: questa barca non vuole sembrare un lussuoso phinisi. È uno strumento per vedere più di Raja Ampat in meno tempo, senza fronzoli e con accesso diretto ai migliori siti di immersione.
Ho apprezzato l’assenza di formalismi. Niente promesse esagerate, niente aggettivi come “incomparabile”. Invece, l’equipaggio ha mantenuto esattamente ciò che aveva annunciato: navigazione precisa, attenzione alla sicurezza e un itinerario che unisce classici e angoli meno battuti. Se cerchi solitudine a Misool o vuoi massimizzare il tempo in acqua senza un impegno di più giorni, la New Pesona si guadagna il suo posto.










