About SIP Phinisi
La prima cosa che colpisce non è il legno lucido né il grande solarium: è l'efficienza silenziosa con cui l'equipaggio scioglie gli ormeggi a Labuan Bajo poco prima delle 16. Niente urla, niente confusione. Il sole si inclina verso Menjerite e in venti minuti sei già in acqua, maschera calata, a guardare i pappagallini che si disperdono tra i banchi di corallo a sei metri di profondità. Questo non è uno yacht da vetrina costruito per gli scatti di Instagram; il SIP Phinisi si muove come una barca da lavoro che ha imparato a trasportare bene gli ospiti.
Al crepuscolo sei sul ponte superiore con una Bintang tiepida, mentre la macchina del karaoke ronza piano sotto, dove una coppia olandese intona 'Sweet Caroline'. Il suono si diffonde appena nella baia tranquilla. Niente a che vedere con il silenzio forzato dei cinque stelle: qui si socializza, niente fronzoli, tutto autentico. Il tavolo da pranzo è comune, sotto un baldacchino aperto dove la brezza taglia il caldo. La cena è pesce spada al vapore con salsa alla curcuma, servito su piatti di melamina che non tintinnano nemmeno quando la barca rolla all'ancora.
Alle 5:30 il cavo dell'ancora si mette in moto. Padar si staglia nella penombra, il sentiero a serpentina già punteggiato di sagome. Salite in piccolo gruppo, guidati da un guardiaparco che si ferma a indicare i falchi pescatori che nidificano sulle scogliere. La vista dall'alto è da manuale: tre baie a mezzaluna si aprono in diverse sfumature di turchese. Ma è il ritorno silenzioso a bordo, sudati e affamati, a sembrare davvero meritato. A bordo vi aspettano banane fritte e caffè forte sotto una pentola fumante.
Lo snorkeling a Manta Point è quel tipo di fortuna che non si può pianificare. Non uno, ma due manti vi scivolano sotto, le ali che battono lente e misurate, le bocche appena aperte per filtrare il plancton. L'acqua è a 26°C, visibilità di 15 metri, e la corrente vi spinge dolcemente lungo il loro percorso. Riemergendo, trovate il tender già riposizionato: niente agitare le braccia, solo una mano tesa, un sorriso. Più tardi, a Kanawa, la lingua di sabbia appare come una voce resa reale, che si allunga all'orizzonte mentre il sole si appiattisce in oro.
L'ultima mattina è tranquilla. Taka Makassar offre un ultimo tuffo tra i pagliacci nelle giardini di anemoni, poi si torna in cabina a fare i bagagli. Il condizionatore si spegne con un gemito. Notate il bordo logoro della tenda, la sottile linea di muffa vicino alla guarnizione del boccaporto: segni di un uso vero, non di una vetrina. Ma le lenzuola erano cambiate ogni giorno, gli asciugamani sostituiti, e la pressione dell'acqua in doccia è rimasta costantemente forte. Questa barca non finge di essere ciò che non è: è un phinisi di 23 metri, solido e affidabile, con una cabina adattata per gli ospiti, costruito per portare la gente attraverso Komodo senza fronzoli.
Attracchi a Labuan Bajo poco dopo le 10. Un pescatore saluta dalla sua canoa; l'equipaggio del SIP Phinisi gli lancia un galleggiante di riserva. Niente cerimonie. Questo è il ritmo qui: pratico, concreto, efficace senza clamore. Scendete a terra sapendo di aver visto i parchi, non solo le foto del dépliant.










